Il restauro del Castello di Legnano

Legnano - Milano 2000 / 2008
Strutture: Francesca Antonino, Giulio Fantoni, Franco Leoni, Dario Zorgnotti
Soprintendenza Beni Ambientali e Architettonici: Luca Rinaldi
Soprintendenza Archeologica della Lombardia: Maria Adelaide Binaghi Leva
Scavi Archeologici: società Lombardia di Archeologia, Milano
Indagini apparati murari: Luisa Folli, Aldo Maifreni
Indagini strutture lignee: Francesco Augelli
Appaltatore: Impresa Restauri & Recuperi s.r.l., Napoli
Impianti: CEMS, Nola – Piazzola
Materiali: MAPEI spa
Collaboratori: Federica Bissocoli, Barbara Klop, Keiko Kondo, Luca Lazzerotti, Francesco Maccarini, Elisabetta Maino, Alexandra Robol, Alessandro Sceusa

Architettura contemporanea dentro l’ architettura storica è il “tema” del restauro del Castello di Legnano, ora sede della “Pinacoteca del Castello”: destinazione d’uso consona al significato storico, culturale e architettonico del monumento.

L’ intervento di restauro ha razionalizzato l’ insieme dei lavori di sovrapposizione ed integrazione che il Castello ha subito nel corso dei secoli (dal duecento ad oggi) ed ha introdotto nuovi elementi architettonici e strutturali ispirati ai criteri di compatibilità, leggibilità e reversibilità della moderna teoria della conservazione.

L’edificio storico si sviluppa in due ali che sono state restaurate con differenti tipologie di intervento, perché in condizioni di degrado molto differenti tra loro.

L’ ala sud-est, residenza nobiliare di campagna, in migliori condizioni, è stata restaurata con un intervento di semplice conservazione.

Per l’ ala nord-ovest, ridotta ad un “rudere”, con sole murature perimetrali, senza solai e coperture, si è reso invece necessario un intervento progettuale e architettonico complesso; questa ala infatti è stata completata con coperture in vetro sorrette da leggere strutture in acciaio.

Per questo innovativo progetto i muri perimetrali hanno rappresentato i limiti fisici, i confini entro i quali realizzare un nuovo organismo architettonico che, sulla base di un modulo geometrico, ha inglobato il torrione la chiesa e tre nuovi padiglioni : reception con scala, ballatoi e ascensore in acciaio e vetro, uffici ed aula per l’esposizione delle tre enormi tele del Previati raffiguranti la “Battaglia di Legnano”.

“Miesiani” sono i pilastri che, altissimi e collegati alle storiche murature, sorreggono le tre coperture in vetro: pilastri costituiti dall’aggregazione, non di quattro, ma di soli due angolari in acciaio.

Solo la metà quindi del “versatile pilastro” anche in questo caso presente nella composizione architettonica del progetto e costante riferimento alla grande stagione creativa del Maestro.